Autori

Marina Torchio

Aosta, 1960

Terminati gli studi universitari a Firenze, frequenta per due anni il laboratorio del ceramista Renzo Igne a Castellamonte ed entra in contatto con l'ambiente culturale torinese,
individuando nella lavorazione delle terre la tecnica più consona per esprimere la sua vocazione artistica. Tornata ad Aosta, inizia a lavorare nel suo studio; dal 1985 espone in Italia e all'estero. Predilige il grès e terre dall’impatto materico scabro, che modella in forme dai volumi robusti e una superficie mai accuratamente rifinita, coerente con una ricerca orientata fin dall'inizio verso l'essenzialità del linguaggio plastico. Dopo un lungo periodo legato alla raffigurazione, dedicato alla rivisitazione dell'iconografia dei santi e del mito classico, l'artista è tornata alle presenze emblematiche degli esordi, indagando attraverso forme vegetali primordiali il punto di incontro tra la materia e lo spirito e il nucleo più segreto della femminilità.

Bibliografia essenziale

Marina Torchio, Barbara Tutino. Caduta di un impero, catalogo della mostra (Aosta, 12 novembre 2004 - 13 febbraio 2005), a cura di E. Crispolti, Aosta 2004; Marina Torchio.
I Dodici
, catalogo della mostra (Aosta, 13 aprile - 6 ottobre 2013), testi critici di S. Barberi e P. Papone, Quart 2013.

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